Coil complesse e bobine di filo composito, perché?

“Siamo così, dolcemente complicate…”

Così cantava Fiorella Mannoia, ben più di qualche anno fa.

E così cantava riferendosi alle Donne che, dalla notte dei tempi, più complicate sono e più ci fanno perdere la testa.

Ebbene, se vi dicessi che c’è qualcos’altro che si fa interessante quando diventa complicato? Qualcosa che interessa a noi vapers, a noi builder, a noi ai quali piace fare del sano coilporn rigenerando i nostri atom?

Parlo dei wire (fili) che utilizziamo per comporre le nostre coil e, perchè no, anche delle coil premade (o già pronte) che troppo spesso vengono snobbate, sottovalutate o addirittura ignorate.


Perchè ho deciso di scrivere questo articolo? Non per spiegarvi quali tipi di filo esistono in commercio (se volete saperlo, andate a vedere il video sul nostro canale) ma per spiegarvi cosa potreste perdervi nel valutare solo ed esclusivamente il filo semplice quando si tratta di rigenerare.


Ebbene, è risaputo che chi la fa da padrona all’interno della campana di un RDA (Rebuildable Dripper Atomizer) o di un RTA (Rebuildable Tank Atomizer) sono le coil, così come è risaputo che maggiore è la superficie di contatto tra metallo e cotone, maggiore sarà il liquido vaporizzato (e di conseguenza la quantità di vapore prodotto).

Non tutti sanno però che oltre alla superficie di contatto, quello che conta molto sono le intercapedini sulla superficie delle nostre coil, ovvero quei micro spazi che si vanno a creare solo ed esclusivamente nelle coil composte da più fili, e che si vanno a riempire di micro quantità di liquido.

"Maximilion, perchè sarebbero importanti? Io ci vedo solo un gomitolo di fili di spessore e forma diversi!"

Il liquido che finisce in queste intercapedini, è liquido che di fatto viene assorbito dalla coil, nello stesso medesimo modo in cui viene assorbito dal cotone.

Immaginate ora il cotone zuppo del vostro liquido preferito, a contatto con due (o una) coil inzuppata del vostro liquido preferito… 

Non aumenterà solo la produzione di vapore ma, se saprete usare le coil di filo composito con cognizione di causa, otterrete una resa aromatica decisamente più accentuata rispetto a molte coil fatte da filo semplice.

Attenzione però, non è tutto oro quello che luccica: se da una parte otterremo più vapore e più aroma, dall’altra dovremo fare i conti con una coil che proprio per la sua natura più complessa necessiterà di maggior energia (WATT/VOLT) per attivarsi.

Questo andrà di pari passo con un elevato consumo delle vostre batterie ed un’elevata produzione di calore all’interno del camino del vostro atomizzatore (non dimentichiamo l’inerzia termica che spiego in questo video video sul nostro canale!!!).

Detto questo, se state valutando di acquistare coil di filo composito o filo composito per farvi le coil a casa, vorrei teneste conto di qualche punto:

. Se avete una box che arriva solo a 50W lasciate perdere. Queste coil hanno bisogno di essere spinte a dovere
. Se siete persone a cui piace la ferrari ma la vorrebbero a GPL, lasciate perdere. Utilizzando queste coil consumerete un mare di liquido
. Se avete atom sotto i 24 mm, lasciate perdere. Queste coil scaldano molto e, in un camino troppo piccolo, rischiano di scatenare l’inferno
. Di coil composite ce ne sono un’infinità (andate a vedervi il video). Più sono complesse e più sono difficili da gestire.

Sono un amante di queste coil, ho maturato una certa esperienza a riguardo. Sono fili che entro certi limiti danno molte soddisfazioni e un ottimo compromesso tra cloud e flavour ma, come sempre, bisogna saperle domare.

Buon svapo, meraviosissimi.

Maximilion Clouds

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